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Raffaele Cornaggia è il creatore di Scraps World in mostra a Firenze

L’Arte di Raffaele Cornaggia non si ferma all’oggi

elabora e sancisce un patto con il diavolo, restando indelebile nel presente, nel futuro, nella nostra mente.  Elaborazioni infinite di oggetti che hanno perso la loro funzione tornano ad assumere un ruolo immaginifico superiore e maestoso, assumono sembianze oniriche, fluttuano nell’immaginario cosmico, fanno sberleffi e ingannano anche me che guardo e non mi dò pace di sentire stridori di ferraglia e grida e ululati e guaiti, ticchettii e rauchi roboanti sbuffi di metallici ingranaggi.

Semplici oggetti di uso comune

Da semplici oggetti di uso comune lasciati a morire ed arrugginire Raffaele Cornaggia riesuma l’anima di ogni valvola di ogni vite di ogni bullone assumendosi il carico di “Mater Unica” ridando nobiltà e vita nuova, alle cose utili che abbiamo scartato inesorabilmente perché vecchie e malandate. Abbiamo bisogno di Arte Vivifica che lasci a ciascuno un’interpretazione libera senza dogmi e senza barriere cocciute, abbiamo necessità di sentire che poi non siamo così orribili e distruttori ma che sappiamo rinascere dai nostri errori e dalle nostre perdite.

L’arte ci salverà

dalla nostra ottusità dalla nostra caparbietà e Raffaele ci insegna in modo gentile e quasi pudico ad essere coraggiosi a prendere in mano le nostre mille vite e ridare fuoco e spazio alla fantasia e alle nostre piccole ma dolcissime inquietudini, senza avere paura senza avere più barriere e smanie suicide. Nascono dalle sue mani dal suo cervello dalla sua bocca dal suo cacciavite, infinite figure che ci parlano ci osservano ci guidano, come guardiani di due mari scandiscono il passaggio dalla realtà al sogno. Nulla può essere paragonato a questo perché è un sogno intimo personale e appagante di cui possiamo solo gustare il risultato, l’ascesa agli inferi e il ritorno alla realtà ce la può raccontare solo Raffaele attraverso le sue opere uniche.

Azione sinergica

di mettere a contatto passato e futuro, utile e inutile, ruggine e brillantezza, forma e fluidità, pesantezza e leggerezza nelle stesse materie contrastano il peso del contenuto. Raffaele sa’ bene usare il balsamo dell’ironia e della farsa e ne intride i suoi mostri facendoli sembrare di nuovo utili in un panorama intontito e sanguinante di ovvietà preconfezionate. Spazio e tempo, sono gli elementi con cui abbiamo da far i conti tutti i giorni e ad oggi non abbiamo risolto l’enigma ma Raffaele ci arriva in aiuto caricandosi la responsabilità di alitare vita nuova agli scarti onirici della nostra anima.

Le sue opere nascono dalla ricerca

Raffaele Cornaggia riconfermerebbe la priorità di affermazione dell’arte del recupero e la magia non casuale dell’assemblaggio senza preconfezionamento solo con la ricerca del pezzo perfetto per quel particolare unico. L’assemblaggio delle opere di Raffaele Cornaggia non avviene tramite disegno o progetto in 3D ma con la ricerca sul campo, in discarica. Paraurti di motorini, forcelle di biciclette, manubri, freni e aspirapolveri, bulloni di utensili industriali, ruote dentate di motori inutilizzati, radiatori di motorini di avviamento, eliche di ventilatori, raggi di scooter, manopole di moto, mestoli, forchette e vecchie caffettiere di casa, vecchi mouse, serbatoi di benzina, pedaliere e ventri di frullatori, il tutto entra ed esce dal laboratorio dove Raffaele lavora e pensa.

Raffaele Cornaggia- Scraps World

Nulla è lasciato al caso in  Scraps World

Non ci sono mostri casuali l’elaborazione di un nuovo mostro avviene in diversi mesi di lavoro perché nulla è lasciato al caso, non tutto quello che si trova oggi può essere assemblato o utilizzato mentre alle volte il pezzo mancante si fa desiderare e non combacia mai. Ogni progetto ha la sua priorità di creazione e alle volte è meglio elaborare due o tre soggetti in contemporanea per avere più chance e ottimizzare la raccolta dei materiali. Anche gli amici contribuiscono alla raccolta dei pezzi mancanti e come un puzzle senza confini l’opera prende il sopravvento nella vita di Raffaele e tutta la sua vita ruota attorno al nuovo mostro. Le notti silenziose e calme in laboratorio aiutano Raffaele a prendere l’avvio per particolari elaborati per scelte difficili, su come e dove piazzare un nuovo bullone e a quanta distanza inserirlo.

Un’opera unica e irripetibile

Le mani sono febbrilmente alla ricerca del pezzo unico e il cacciavite riesce a tracciare la strada della solidità incalzando la vite perfetta nel luogo perfetto. Non è mai stata una scelta facile e non lo sarà mai perché la creatura che rinasce in Scraps World necessita di elaborazioni infinite di virate e di colpi di fortuna di sostegno e anche di amore. Sì di amore vero verso le cose ormai inutili e danneggiate che sacrificano la loro essenza di materia per rinascere nelle mani di Raffaele magari come zampa o come collo.

Raffaele Cornaggia

Non esiste attimo in cui Raffaele Cornaggia abbandona la sua progenie, ne coglie le spigolosità e le asperità caratteriali le esalta e ne mette in luce le curve le forme e le rotondità. Non si può dire che Raffaele non sia una buona Madre o un buon Padre mentre la sua nuova creazione prende forma essa gli ruba la saggezza dei gesti e gli sguardi amorevoli come se ci fosse un’intensa parodia fluttuante in corso d’opera.

 

 

 




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