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Universo MARRAS : I ricordi si compongono sugli abiti della collezione estiva

Linee allungate, fluide, asimmetriche, contrapposte a costruzioni da atelier. Drappeggi, jabot, balze, rouches, trasparenze, veli e stratificazioni. Volumi maschili nei pantaloni ampi. Finestre di nudo inaspettate nelle giacche doppiopetto. Lunghi abiti sensuali e severe camicie decorate. Rigore e ornamento, accumulazione e sottrazione. È in questi termini che Antonio Marras si racconta nella Spring/Summer 2016. Girando intorno a un concetto che pervade tutta la collezione: quello dei ricordi, che, stratificati nella memoria, custoditi gelosamente, si accumulano, vengono cancellati o sommati e infine assumono contorni nuovo, filtrati.

Da questo concept, e da una mostra del pittore-regista armeno Sergej Iosifovic Paradzanov, vista a Parigi nel 2007, Marras parte per creare la sua collezione estiva, dove l’ornamento diventa elemento comunicativo e simbolico attraverso stratificazioni, incrostazioni, sovrapposizioni di tessuti, pizzi, ricami, cuciture, accumulo di applicazioni e brandelli di materiali manipolati e ri-contestualizzati. Mixati su pezzi quasi “esotici”.

“Occorre l’eccesso, l’eccentricità contro il luogo comune, la banalità e l’uniformità” afferma Marras il visionario, e questa collezione, che fa sognare ad occhi aperti, ne è la prova “vivente.

www.antoniomarras.it

 







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