Rubinacci nuova apertura Milano

Se nel mondo la sartoria napoletana è sinonimo di morbidezza ed estro, il merito si deve in larga parte alla famiglia Rubinacci. Eppure, nonostante la scelta, fin da subito, di abiti disegnati con sensuale naturalezza sulla figura – l’esatto contrario dell’aplomb stiff di Savile Row – all’origine della storia è una spiccata anglofilia. È il 1932 quando Gennaro Rubinacci, bon viveur ed esteta, apre al numero 26 di via Filangeri il primo negozio, insieme sartoria e gentlemen’s club, che battezza London House. È rampollo di una famiglia che con buon gusto e ben vestire ha da sempre a che fare, attiva fin dal 1844 nel commercio di sete con l’India. London House diventa presto punto di riferimento cittadino e internazionale: tra i clienti annovera la nobiltà napoletana e britannica così come il Principe di Piemonte, Umberto di Savoia, che nel 1941 autorizza all’uso dello stemma reale. Curzio Malaparte e Vittorio De Sica sono altri patron di London House, che nel 1963, sotto la direzione di Mariano, figlio di Gennaro, cambia nome in Rubinacci, continuando un percorso fatto di ricercatezza, attenzione, invenzione che arriva fino al presente. Rubinacci oggi ha una doppia anima, data dal singolare contributo di Mariano e del figlio Luca, entrato nel 2000 nel business di famiglia portando una sensibilità nuova, elegantemente irriverente. Invariati sono il gusto del colore, l’amore  per le sete stampate – che da sempre Rubinacci riserva a cravatte, sciarpe e foulard, ma anche alle proprie fodere – la nonchalance. Un abito Rubinacci, frutto di 54 ore di lavoro e mani esperte, è inconfondibile, agli occhi di quanti frequentano l’ideale club di conoscitori ed estimatori: per la silhouette e la spalla morbida, per i piccoli e grandi dettagli, dalla fascia che cinge i pantaloni in vita alla posizione dell’etichetta all’interno delle giacche, per la scelta unica dei tessuti, molti dei quali d’annata, parte di un archivio sopraffino creatosi in decenni di attività.  Segno distintivo, la perfetta imperfezione del fatto a mano, che rende tutto irripetibile. I punti vendita sono centellinati: Napoli, Londra e Milano, dove Rubinacci ha aperto i battenti, in via Montenapoleone, nel 1974, per espandersi adesso al numero 1 di via Gesù. L’inaugurazione del nuovo spazio milanese segna una tappa importante nella storia di Rubinacci. Immaginata non come un negozio ma come una casa, la boutique è infatti un quartier generale. Ospiterà le collezioni di prêt-à-porter, il su misura con la sartoria e, in un ambiente dedicato, la showroom della linea di sartoria pronta. L’ambiente è disegnato fin dall’ingresso per creare un dialogo tra presente e tradizione, nel nome della continuità. Il visitatore è accolto da una parete di specchio con schermo video che lascia subito spazio ai grandi mobili neri poggiati contro pareti di stucco veneziano in una intensa tonalità di giallo, punteggiati dai regimental delle tende di seta. 

www.marianorubinacci.net

 










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