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New York Fashion Week

La settimana della moda di New York (11/18 febbraio) si è appena conclusa ed è già tempo di stilare un report sulle tendenze viste in passerella. Anche perché, dati i cambiamenti in corso, le fashion weeks potrebbero essere alle fasi finali, almeno per come sono state strutturate finora.

Che cosa ha vinto in passerella tra le proposte Autunno/Inverno 2016? Sicuramente il completo maschile. Comodo, elegante e versatile è stato proposto da Ralph Lauren, in versione molto charmant e morbida, da Brooks Brothers in mood discreto e informale, e da Derek Lam in versione ironica, con dettagli classici accentuati.
Anche il ‘Nude look’, agli antipodi rispetto al completo, ha avuto un buon riscontro. DKNY con lui ha creato top d’ispirazione anni ’90, Baja East lo ha spalmato su pezzi molto streetwear, Carolina Herrera lo ha reso simbolo della sua donna eterea e fascinosa, e Jill Stuart lo ha introdotto su camicie e dolcevita dal sapore rock. Tante anche le righe viste in passerella. Da quelle alla marinara di Banana Republic a quelle punk bianche e nere di Alexander Wang.

E anche l’ironia è stata uno dei temi più gettonati a New York, con DKNY che ha usato frasi ad hoc sui suoi tasconi frontali. I maxi volumi sono stati molto apprezzati da DKNY che ha realizzato piumini over lunghi fino alle caviglie e da McQ Alexander McQueen che ha optato per mega-pellicce e abiti floreali.

Parlando delle grandi firme, linee affusolate, abiti a colonna, tailleurs di ispirazione maschile aggraziati da tocchi femminili sono stati il contrassegno di Zac Posen che si è ispirato a Elizabeth of Toro, prima donna ugandese a diventare avvocato negli anni ‘60, per sperimentare look più moderni del solito. Con cui ha raccolto molti entusiasmi. Proenza Schouler ha sfilato all’ultimo piano del Whitney Museum e si è rifatto al lavoro di artisti americani degli anni ’60 e ’70. Ha così spezzato gli abiti e li ha riuniti con nastri bianchi, ha incrociato marsine e davantini, usato fettucce per riunire le aperture, e tenuto misure sotto il ginocchio per gli abiti e raso pavimento per gli ampi pantaloni.

Hugo Boss è andato in controtendenza con la stagione e ha fatto sbocciare fiori primaverili su abiti e cappotti a pannello. Accentuando la femminilità di un look progettato architettonicamente con precisione sartoriale. Marc Jacobs ha, come al solito, stupito con look teatrali giocati su dimensioni maxi: maxi pois, maxi fiocchi, maxi gonne e coats sono stati i suoi atout preferiti. Calvin Klein ha utilizzato pietre tra le pieghe di una collezione molto raffinata. Infine Diane Von Furstenberg ha rappresentato al meglio una donna che ama ballare e divertirsi con look morbidi, allegri e movimentati. Ridando vitalità a tempi non proprio rosei.

Ora è il momento di Milano.




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