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Milano Moda Donna: femminilita' e femminismo trionfano in passerella

Furoreggiano le luci delle sfilate di Milano Moda Donna che presentano le collezioni di ready-to-wear femminili per l’autunno-inverno 2017/2018.

È stato accolto con un’esplosione di applausi, lo show di Prada, come sempre tra i défilé più attesi tra buyer e operatori. La collezione disegnata da Miuccia Prada per questa stagione, ricercata, perbene, extra-ordinaria secondo lo spirito della griffe, è una dichiarazione di femminilità e di femminismo.

“Fashion is about the everyday and the everyday is the political stage of our freedoms“,  campeggia scritto su uno dei poster che decorano la location. E i modelli rileggono suggestioni storiche e di costume, andando a definire un inventario della femminilità: ci sono le flappeur degli anni Venti con abiti aderenti fluttuanti di piume e frange, le hippies dai reggiseni decorati con conchiglie, e le pin up con  femmes fatales disegnate sui vestiti. E tra reggiseni che richiamano proteste storiche e illustrazioni Fifties, c’è tutto il repertorio pradiano: piume, paillettes, reggiseni come top, pantaloni oversize stretti in vita da cinture colorate. Mentre gli accostamenti  mescolano il rigorose dei tessuti e dei tagli con la frivolezza irresistibile delle stampe.

Incendiare, come sempre la collezione, disegnata da Jeremy Scott per Moschino. Per questa stagione è di scena una sorprendente recycled couture, con abiti effetto cartone, decori garbage e stampe con puzzle di editoriali. L’effetto è ad alto impatto per uno show che si è confermato pop e iperbolico. Il défilé si apre così con la Cardboard couture, ovvero la couture di cartone. In maniera davvero sapiente, il designer americano ha realizzato mini abiti, cappotti e tailleur simil-Chanel di panno stagnolato.  Ma è la sera a rappresentare il vero trionfo della sua recycled couture. Ecco scenosi longdress e  abiti rossi fiammanti che ricordano i sipari da teatro, come quello  indossato dalla modella Anna Cleveland sulle note dell’aria di Giuseppe Verdi  “La donna è mobile” . E come ultimo tocco, spiccano i cappelli chandelier e gli scultorei copricapo realizzati dall’artista Stephen Jones.

Momenti di grande emozione anche sulla passerella di Missoni, dove la creatrice Angela Missoni, con un inedito discorso, ha espressamente chiamato in causa una femminilità del nostro tempo, capace di confrontarsi con i conflitti e i dilemmi della società contemporanea «Sento il bisogno di riconoscere che in un tempo di incertezze, c’è sempre un legame tra noi che ci rende forti e sicuri. Facciamo vedere al mondo che siamo uniti e che non abbiamo paura».

l put together Missoni per l’inverno 2017 diventa un libero combinarsi di preziose textures a coste movimentate da effetti cinetici, righe bicolore, policromie tipo pittura astratta.

Ovunque, accostamenti e sovrapposizioni di righe e riquadri, melange di lurex, bianco totale e tinte vivaci dal giallo all’arancio, e dal turchese al viola al rosso. È chiaro lo statement di una moda che si disegna e si ridisegna sul corpo di donne diverse, esaltandone l’unicità personale e di stile.

 

 




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