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Vinitaly 2017, al via la 51esima edizione

Vinitaly 2017, la prima fiera del vino al mondo per superficie espositiva e per numero di operatori esteri, è al giro di boa con l’edizione numero 51, dal 9 al 12 aprile, a Veronafiere. Quest’anno il salone è ancora più internazionale, con una piattaforma b2b che guarda sempre più al mercato, a vantaggio degli operatori. I numeri della scorsa edizione hanno fatto registrare 130ila presenze, delle quali 49mila estere, tra cui 28mila buyer specializzati da 140 nazioni.

Il vino va, prima di tutto, assaggiato. I grand tasting rendono ogni edizione di Vinitaly un’annata unica e irripetibile. Il 2017 sarà ricordato per la verticale dal titolo “Indietro nel tempo con il Sassicaia: less is more, ovvero le annate dimenticate”, per scoprire l’espressione unica e magnifica di questa icona dell’enologia mondiale in annate considerate difficili, a torto. A guidare questa degustazione-evento, a ingresso riservato, sono Priscilla Incisa della Rocchetta, Carlo Paoli e Ian D’Agata.

Metodo Classico

Osservati speciali gli otto grandi Metodo Classico provenienti dall’Inghilterra. Otto anche le etichette di “Barolo & Barbaresco: a study in history and terroir”, con la presentazione del nuovo libro di Ian D’Agata, Lingzi He e Michele Longo. Tra le altre degustazioni da non perdere, c’è il grand tasting Quando le ‘Grandes Cuvées’ di Champagne incontrano le ‘Gran Selezione’ di Chianti Classico”, per celebrare l’eccellenza di due territori di produzione uniti da accordi interprofessionali e legati fin dal 1956 dal gemellaggio Reims e Firenze.

In Italia la struttura del comparto vinicolo, nel 2016, conta su 310.428 aziende agricole, per una superficie di 645.800 ettari complessivi. Le aziende vinificatrici sono 47.400, per un fatturato in totale del comparto stimato a 12,8 miliardi di euro. Ci sono 75 DOCG, 344 DOC e 118 IGT. Nel mondo la produzione di vino l’anno scorso ha toccato 261 milioni di ettolitri, in lieve flessione (-5%) rispetto al 2015.

I mercati strategici per un prodotto simbolo del Made in Italy sono Usa e Cina. Gli Stati Uniti sono il primo importatore mondiale di vino italiano. L’export nel 2016 ha toccato 1,62 miliardi, per un corrispettivo di quasi 3,24 milioni di ettolitri, e una quota del 29% sul vino importato negli States. In Cina il vino italiano piace sempre di più: nel 2016 i consumi sono saliti del 15%, per un totale di oltre 6 milioni di ettolitri. L’import dall’Italia è cresciuto del 12% nel Sol Levante, l’anno scorso, per un totale di oltre 120 milioni di euro.

www.vinitaly.com

Vinitaly 9-12 aprile 2017

Veronafiere (VR)




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