Roberto Ferri in mostra a Milano, Oscura Luce

Roberto Ferri presenta, fino all’1 aprile, Oscura Luce nella sezione Stelline Spazio Aperto della Fondazione Stelline a Milano.

Reinterpreta il classico, in chiave contemporanea

Nato a Taranto nel 1978, Roberto Ferri è un giovane esponente della figurazione italiana. E’ stato allievo per elezione dei grandi maestri del Cinquecento e del Seicento, da Michelangelo a Caravaggio, e poi dell’accademismo Sette-Ottocentesto. Spicca per la sua capacità di reinterpretare una pittura classica, in chiave contemporanea. La sua pittura è sublimata da una tecnica che sfiora il virtuosismo, in cui sugli elementi iconografici della tradizione si innestano strumenti tipici del surrealismo.

Le sue opere sono presenti in tutto il mondo…

In carriera, Roberto Ferri espone in molti Paesi e in prestigiose istituzioni d’arte e musei. Partecipa a importanti fiere internazionali e collettive. Realizza anche opere pubbliche di prestigio, come la Via crucis per la Cattedrale di Noto, ricostruita dopo il terremoto.

… anche in Italia. A Milano c’è Oscura Luce

Tornando alla mostra Oscura Luce, è composta da 12 opere di Roberto Ferri che sottolineano il valore della pittura classica reinventata in chiave contemporanea. E’ curata da Angelo Crespi, con il sostegno della Liquid Art System, fondata da Franco Senesi.

La mostra è di una bellezza indescrivibile

Sono opere di una straordinaria bellezza. Minata però da una profonda inquietudine, di corpi che si adeguano alla mollezza della ragione, colti nel dormiveglia, presi in quel soprassalto tra sonno e vita. Il nero è il limite dentro il quale sprofondano le certezze, il non colore che genera per esuberanza miracolosa la luce. E, dunque, anche le cromie ma appena accennate, flebili e quasi momentanee increspature di una buia totalità. Si compie così l’ossimoro della ‘luce oscura’ per chi è abituato di notte alla visione scotopica. Si coglie prima la brillantezza, il baluginare delle cose, e solo dopo – scrutando – se ne apprezza la cromaticità. Le membra si radicano, sembrano sul punto di farsi altra scorza, in una metamorfosi solo in apparenza naturalistica. E, invece, se guardata con attenzione, è una sorta di ibridazione meccanica. Gli ingranaggi o le catene rimandano a visioni ombrose. Ma anche ai miti di quella cultura romantica che si oppose in nome dell’oscurità e delle forze ctonie allo stolido ottimismo del positivismo nei confronti di un progresso senza fine”. Lo sottolinea il curatore della mostra Angelo Crespi.

E’ da non perdere!

Oscura Luce di Roberto Ferri rientra tra le mostre da dover vedere assolutamente nel 2018.

www.stelline.it




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