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Positività e saudade con Gilberto Gil nel nuovo spettacolo OK OK OK

Gilberto Gil riparte da Ok Ok Ok  (dal ns. corrispondente)

Dopo il trionfale tour in Brasile, Gilberto Gil torna a Lisbona con il suo nuovo spettacolo OK OK OK. L’ultima volta che abbiamo assistito ad un’esibizione del cantautore brasiliano nella capitale portoghese, è stato nel 2016, in occasione del tour con il suo antico amico e sodale Caetano Veloso, che ha definito questo tour “un grande avvenimento musicale”. L’Auditorium grande del Centro culturale di Belém, progettato dall’architetto italiano Vittorio Gregotti insieme all’architetto portoghese Manuel Salgado, è gremito in ogni ordine di posti, nonostante il musicista di Bahia si esibisca periodicamente nella capitale portoghese.

Le sue ispirazioni socio-culturali

Gil, uno dei più importanti e noti musicisti e compositori brasiliani, è ispirato dalla vita familiare a eventi politici, sociali o culturali che permeano il nostro tempo, come lui stesso spiega nella prima parte dello spettacolo. Lenta e riflessiva la prima mezz’ora, nella quale suona la chitarra acustica seduto, e si lascia andare a lunghe chiaccherate. Tra i momenti più intensi della serata, quando, rimasto solo sul palco, dedica Se eu quiser falar com Deusal celebre chitarrista e cantante brasiliano João Gilberto, uno dei padri della bossa nova, scomparso due settimane fa a 88 anni.

Le sue passioni, la musica e la politica

Nella prima parte dello show, Gil presenta il repertorio dell’omonimo album che da il nome al tour, insieme ai suoi successi più noti, che sono anche cronache di vita e storia del Brasile, come Pai e Mãe. Nelle sue opere, canta l’infanzia, la fede, o il partito – dal 1989 al 2003 è stato Consigliere Comunale a Salvador Bahia, e dal 2003 al 2008 è stato Ministro della Cultura del Brasile, sotto il governo di  Lula da Silva. Il musicista soteropolitano ha il dono di incorporare tutti gli aspetti della vita quotidiana nel suo lavoro: nell’ultimo album di inediti, OK OK OK, mette al centro la famiglia, l’amicizia, la malattia, e coloro che lo hanno aiutato ad affrontarla, come lui stesso spiega.

Uno stile unico

Quella di Gil è una carriera eccezionale, dallo stile in continua mutazione. E’ stato premiato con undici dischi d’oro e cinque dischi di platino, i suoi album hanno venduto più di cinque milioni di copie, e vanta collaborazioni con i alcuni dei maggiori musicisti contemporanei. Negli anni ottanta ha collaborato a lungo con Jimmy Cliff, la star jamaicana del reggae, e con Chico Buarquee Roberto Carlos; nel 1991 ha partecipato, a New York, assieme a Tom Jobim, Caetano Veloso, Sting ed Elton John, al concerto a difesa dell’Amazzonia; nel 2001 ha duettato con Laura Pausini nel brano Seamisai(Sei que me amavas), contenuto nel best della cantante romagnola, e nel 2014 ha partecipato all’album Canzoni, della cantautrice jazz Chiara Civello, con la quale duetta nel brano Io che non vivo (senza te),di Pino Donaggio.

Esilio e tropicalismo

Dal punto di vista musicale, Gil è un “tropicalista” che suona una samba postmoderna, aggiornata con rock reggae e influenze africane (Bahia è la regione più nera del Brasile, patria di samba e religioni sicreticheafro-brasiliane). Il tropicalismo, movimento fondato insieme all’amico Veloso, ebbe un ruolo importantissimo non solo nella musica, ma anche nel teatro, nel cinema e nella letteratura, durante la dittatura militare che ha governato il Brasile dal 1964 al 1985. L’amicizia e la collaborazione musicale tra i due compositori nasce proprio in quel periodo, quando entrambi riparano in esilio a Londra, dove Gill resta fino al 1972, prima di rientrare in patria. A Londra, la musica di Gil, partita dalle influenze del folclore, diviene più “metropolitana”, mischiandosi albeat, che andava di moda in quegli anni.

La band

Il tropicalismo emerge prepotente nella seconda parte dello spettacolo, quando l’ex ministro di Lula imbraccia la chitarra elettrica per infondere il ritmo ai 1400 paganti accorsi a vederlo. Sul palco, Gil è accompagnato da un gruppo di otto elementi: oltre ai tre figli Bem (alla chitarra) e Giuseppe (alle percussioni) e Nara (ai cori), ci sono Domenico Lancellotti alla batteria, Bruno Di Lullo al basso, Danilo Andrade al piano, Diogo Gomes e Thiago Queiros ai fiati, con la partecipazione speciale della cantante Roberta Sá. Lo show si trasforma in una vera e propria festa di famiglia, quando Gil invita la nipotina ad eseguire la parte vocale di un reggae. Il finale, a ritmo di musica jamaicana, strappa dalle loro comode poltrone gli spettatori accorsi a vedere il maestro brasiliano.

Poche le date europee di Gilberto Gil, prima di rientrare in patria. Il mini-tour europeo prosegue in Germania, Belgio, Francia, Svizzera e Norvegia. Per chi abita nel Nord Italia, sarà possibile vedere il cantautore brasiliano il 30 luglio, al festival del jazz di Saint Moritz.

 




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