Claude Monet al Vittoriano di Roma

Il Complesso del Vittoriano di Roma dedica una mostra al padre dell’impressionismo: Claude-Oscar Monet.

In mostra le opere di Monet a lui più care

La rassegna è composta da circa 60 capolavori. Si tratta delle opere a cui il pittore teneva di più e che custodiva nella sua dimora di Giverny, dove è morto nel 1926. Sono prestiti eccezionali che il Vittoriano ha avuto dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Questo museo raccoglie il nucleo più importante e numeroso delle opere dell’artista, grazie alle donazioni dei collezionisti e del figlio Michel.

Tra i capolavori, Le Rose…

Fino all’11 febbraio è possibile scoprire la ricchezza artistica di Monet. La grande retrospettiva mostra i primissimi lavori del maestro impressionista e le celebri caricature della fine degli anni Cinquanta dell‘Ottocento. Ma anche i paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil e Pourville. E, infine, le tele dedicate ai figli, agli amatissimi fiori del suo giardino e alle monumentali ninfee. Tra i capolavori, Ritratto di Michel Monet neonato (1878-79), Ninfee (1916-1919), Le Rose (1925-1926) e Londra. Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).

… e, per la prima volta, Water Lilies

All’interno della mostra è esposta anche la ri-materializzazione di una delle celebri Ninfee di Claude Monet. Si tratta della serie di capolavori che ha per sempre cambiato il futuro della pittura e influenzato gli artisti delle generazioni successive. Nel 1958 un tragico incendio nel Museum of Modern Art di New York ha danneggiato gravemente diverse opere, tra cui alcuni dipinti del maestro impressionista, andati perduti per sempre. Sky Arte HD ha riportato alla luce uno dei capolavori distrutti nel rogo, Water Lilies (1914-26), esposto per la prima volta al pubblico.

Claude Monet ha rivoluzionato il mondo dell’arte

Ho spesso seguito Claude Monet in cerca di ‘impressioni’. Non era un pittore, in verità, ma un cacciatore. Andava, seguito dai bambini che portavano le sue tele. Cinque o sei tele raffiguranti lo stesso motivo, in diverse ore del giorno e con diversi effetti di luce. Egli le riprendeva e le riponeva a turno, secondo i mutamenti del cielo. E il pittore, davanti al suo soggetto, restava in attesa del sole e delle ombre. Fissava con poche pennellate il raggio che appariva o la nube che passava. Sprezzante del falso e dell’opportuno, li poggiava sulla tela con velocità”. Queste parole rendono appieno cosa sia stata per il mondo dell’arte la pittura di Monet. Sono state pronunciate da Guy de Maupassant, uno dei padri del racconto moderno.

L’Italia gli rende omaggio

Claude Monet ha trasformato la pittura en plein air in rituale di vita. Lui tramutava i colori in tocchi purissimi di energia, dissolvendo l’unità razionale della natura in un flusso indistinto, effimero eppure abbagliante. Trasponeva la natura direttamente sulla tela, fino a tramutarsi in essenza, in respiro vitale. Ed è proprio per questi motivi che l’Italia intera gli rende omaggio. Non lo fa solo con MONET al Complesso Vittoriano di Roma, ma anche con Monet Experience and the Impressionists. Dal 18 novembre all’1 maggio 2018, quest’ultima è nella chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte di Firenze. Si tratta di un’immersione sensoriale nei capolavori di Monet. Immagini che nascono e si dilatano a 360 gradi su schermi giganteschi e architetture della chiesa. Dunque, una narrazione intessuta di suggestioni.

www.ilvittoriano.com




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