Pitti Immagine Uomo 87

Pitti Immagine Uomo, la manifestazione di riferimento a livello mondiale per la moda maschile, ha appena chiuso i battenti dell’87^ edizione, ed è già tempo di bilanci. Quella 2015 è stata l’edizione dei numeri: 1.119 marchi, oltre alle 66 collezioni donna di Pitti W, con le loro proposte pensate per la community internazionale che abitualmente arriva a Firenze (nelle due edizioni annuali del Salone), per avere uno dei più ampi spaccati del settore, spaziando dal classico rivisto in codici contemporanei alle nuove frontiere dello stile luxury underground, fino ai nuovi talenti. Una piattaforma di lifestyle dunque, in cui sono rappresentati diversi segmenti dall’abbigliamento agli accessori, fino al beauty; un luogo dove cogliere le tendenze della moda maschile per la prossima stagione autunno inverno 2015/2016. Il dato più incoraggiante riguarda le presenze dei compratori italiani: +20% rispetto alla passata edizione di gennaio 2014. Mentre i numeri dei buyers internazionali dovrebbero segnare un +13%. Tra gli ospiti dell’edizione Marni, Menswear Guest Designer, ha festeggiato i 20 anni della maison guidata da Consuelo Castiglioni con una collezione uomo (che ha sfilato in esclusiva per Pitti al Museo Marino Marini), che contrappone senza soluzione di continuità elementi esistenti e nuovi interventi architettonici.Tra i diversi progetti speciali Andrea Incontri, Designer Project di Pitti Uomo 87 ha presentato in anteprima la sua collezione con un evento-sfilata a Palazzo Corsini, e i giovani T.Lipop e Alberto Premi Design (vincitori di Who Is On Next? Uomo 2014), hanno avuto modo di parlare a un pubblico internazionale, in modo non convenzionale, delle loro collezioni A-I 2015/2016.Grande attenzione da parte delle aziende per Make, la sezione nata dalla riscoperta dell’artigianato, con la sua rielaborazione creativa delle tradizioni e il confronto continuo del lavoro artigianale con i materiali più diversi. Tra i marchi presenti in questa sezione si annoverano brand italiani e stranieri che esprimono la frontiera avanzata dell’artigianato di altissima qualità come Borriello, Alfonso D’Este, Ducal e Vaccari.Parlando di tendenze, salta agli occhi il “contemporary classic” di Bagutta, Brunello Cucinelli, Church’s, Christy’s, Lardini, Lubiam, Mackintosh e Tombolini; mentre in tema di “evoluzione del menswear” sono da tenere sottocchio brand come Altea, Herno, Kiton,  Massimo Alba e Thomas Mason.Un calendario intenso insomma, tra eventi, lanci di nuovi marchi, debutti e focus di moda uomo da Paesi “nuovi” quali Corea e Svezia che hanno confermato come, durante Pitti Uomo, Firenze si trasformi in capitale internazionale dello stile, sospesa fra tradizione e innovazione.

 










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